Meridiane

Fin dall’antichità l’uomo impara a servirsi dei cicli della natura per misurare il trascorrere del tempo; la necessità di misurare tempi sempre più brevi porta l’uomo a sfruttare in un primo tempo la lunghezza e poi la direzione delle ombre durante la giornata.

Nascono così le prime meridiane.

DSC03357.JPGLa parte superiore va ruotata in modo tale che lo gnomone (il termine deriva dal greco e significa “indicatore”) si trovi in corrispondenza del mese in cui si vuole effettuare la misura. Tramite l’apposita catenella si tiene sospesa verticalmente questa meridiana, orientando quindi lo gnomone verso il Sole: per controllare se ciò è verificato con buona approssimazione, basta far sì che l’ombra dello gnomone sia la più sottile possibile. L’estremità dell’ombra dello gnomone indica l’ora in corrispondenza delle linee tracciate sulla superficie cilindrica della meridiana. (Se l’ombra non cade esattamente su una di queste linee, occorre interpolare.)

 

Nota: Questa meridiana dà una indicazione corretta solo per un certo luogo (o meglio, solo per una certa latitudine). Il suo nome deriva dal fatto che era particolarmente usata dai pastori, e in generale da chi viveva all’aperto, stante la sua robustezza e la comodità di poter richiudere lo gnomone per poterla riporre in tasca.

meridiana_orizzontale.PNG

V. Zanetti mostra una meridiana a libro (1992)

Questa meridiana tascabile deve essere disposta in orizzontale ed il filo deve essere orientato verso la stella Polare, cosa questa che si ottiene facilmente in base all’indicazione della bussola e alla conoscenza dell’altezza della Stella Polare nel luogo in cui si fa l’osservazione (vedi sotto).

Questo tipo di meridiana, chiudibile «a libro», nel Settecento è stato forse il più in voga, essendo molto comoda ed elegante. A quei tempi gli orologi a molla costavano molto ed non erano molto precisi, tant’è che per controllare l’ora da essi indicata li si doveva confrontare sistematicamente proprio con le meridiane. Questo orologio solare è costruito in maniera da poter essere utilizzato in un notevole intervallo di latitudini, era perciò particolarmente utile per chi doveva viaggiare: quando una persona si spostava verso sud o verso nord, doveva spostare conseguentemente la funicella che fa da gnomone, in maniera che essa puntasse verso la Stella Polare, cioè verso il Polo Nord Celeste. La bussola di cui è provvisto il quadrante orizzontale facilitava questo compito, permettendo di eseguire l’allineamento di cui sopra anche di giorno. Infatti, l’ago della bussola indica la direzione del meridiano locale con discreta precisione, mentre la latitudine delle principali città europee, segnata sui bordi del quadrante, permette di inclinare dello stesso angolo, rispetto all’orizzontale, la funicella. Queste due indicazioni bastano per individuare la direzione della Stella Polare in ogni luogo, poiché ovviamente questa stella è situata sul piano meridiano del luogo, ed inoltre ha un’altezza angolare sull’orizzonte sempre uguale alla latitudine del posto di osservazione.

Approfondimenti
“Le meridiane” di Vittorio Zanetti

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