Barre che suonano

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Una barra di metallo, quando viene percossa, emette un suono che può venire descritto come sovrapposizione di vari “ingredienti acustici puri” (armonici) caratterizzati ciascuno da una ben precisa frequenza di oscillazione.

Questa composizione di suoni dipende in modo molto complicato dalla forma e dal materiale della barra e anche dalla posizione e dall’intensità dell’urto che ha innescato la vibrazione.

 

 

 

 

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Le barre che suonano (edizione del 1992)

A ogni frequenza della sovrapposizione di armonici si può far corrispondere una lunghezza d’onda (il doppio della distanza fra due ventri o nodi consecutivi dell’ampiezza di oscillazione, per esempio). Si scopre che, in buona approssimazione e per vibrazioni “trasversali” – che si ottengono percuotendo di lato e a un estremo la barra – queste lunghezze sono espresse secondo la semplice formula:

λn=2L/n

dove L è la lunghezza della barra, n è un numero intero e λè l’n-esima lunghezza d’onda (dell’oscillazione detta “armonica”). Le prime due armoniche di una sequenza stanno in rapporto di frequenza come 1:2 e si dicono – in linguaggio musicale – in rapporto “di ottava”.

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